BANCHE: FABI, DONNE SONO QUASI LA METÀ, MA POCHE AL VERTICE

BANCHE: FABI, DONNE SONO QUASI LA METÀ, MA POCHE AL VERTICE 28Ottobre 2019
La ricerca presentata oggi a Bologna al convegno “Il talento non ha genere”.
Il segretario generale Lando Maria Sileoni: «Dai dati emerge che sono i gruppi bancari più piccoli a credere meno nelle donne»
 
Bologna, 25 novembre 2019
È alta la presenza femminine nel mercato del lavoro bancario secondo una indagine della Fabi relativa ai primi otto gruppi bancari del Paese, quasi un
dipendente su due è donna. Sul totale di 264.990 addetti nel 2018, il 47,9% degli addetti è di genere femminile (126.927 unità), mentre il 52,1% è di genere maschile (138.071 unità). Negli istituti di credito di dimensione più piccola le donne rappresentano, invece, circa il 43% dei dipendenti. La presenza delle donne, però, resta concentrata in settori specifici e gli avanzamenti di carriera rimangono limitati, con la presenza delle donne nelle posizioni lavorative di responsabilità che resta limitata. Per quanto riguarda il turnover e i nuovi “ingressi”, si registra un sostanziale equilibrio con il 49% circa degli assunti di genere femminile e il 51% circa di genere maschile. Nei ruoli manageriali non apicali, solo lo 0,5% sono donne, percentuale che risulta ancora più bassa nei
ruoli apicali. La ricerca della Fabi (Federazione autonoma bancari italiani) è stata presentata oggi a Bologna in occasione del Convegno “Il talento non ha genere” organizzato dalla Fabi di Bologna.
«Dalla ricerca effettuata emerge che paradossalmente sono i gruppi bancari più piccoli, le banche del territorio, a credere meno nelle donne – ha commentato Sileoni -. Un dato che fa riflettere molto considerando quanto le donne possono dare alla crescita e allo sviluppo di un’azienda».
Nonostante la crescente partecipazione nel mercato del lavoro bancario, secondo quanto emerso dalla ricerca della Fabi, la carriera delle donne rimane concentrata in specifici settori e gli avanzamenti di carriera verso posizioni apicali rimangono limitati. In particolare, sulla base delle indagini condotte sui bilanci dei principali gruppi bancari italiani, la presenza femminile è mediamente alta, ma le donne sono particolarmente sottorappresentate nelle posizioni lavorative di responsabilità.
Se focalizziamo l’attenzione sulla proporzione tra uomini e donne nei ruoli apicali, nella maggior parte dei casi le donne occupano meno dello 0,8% delle posizioni manageriali e rappresentano meno del 37% nei consigli di amministrazione. In aggiunta a ciò, circa l’88% della forza lavoro nelle prime otto banche italiane non ricopre ruoli di management , con differenti proporzioni tra uomini e donne, in pressoché tutte le categorie (dirigenti, quadri direttivi e aree professionali) di governo.
Il divario risulta ancora più evidente per la presenza femminile nei comitati direttivi e nei consigli di amministrazione degli stessi istituti bancari, in considerazione della scarsa rappresentatività delle donne in tali organismi e l’assenza in posizioni strategiche di tali organismi (presidente e/o
vicepresidente).
L’analisi dei primi otto gruppi bancari in Italia mostra che la quota di donne impiegate nel settore finanziario italiano si colloca mediamente tra il 35% e il 56% per i grandi gruppi e con un’incidenza media intorno al 48% per gli istituti di minore dimensione.
I dati relativi alla composizione della forza lavoro dimostrano che la percentuale di donne, in ciascuna delle categorie lavorative quali “dirigenti”, “quadri” e “aree professionali”, risulta inferiore a quella degli uomini in ciascuna delle banche analizzate, con un maggior divario per quelle riconducibili a posizioni apicali. Mentre la categoria dei lavoratori delle aree professionali è quella maggiormente equilibrata, con circa il 38% della forza lavoro rappresentata da donne - rispetto al 33% degli uomini – la percentuale media delle stesse nei ruoli direttivi risulta più contenuta, con circa l’23% del personale femminile impiegato negli stessi, contro un 49% della componente maschile.
Se guardiamo poi alla differenza tra uomini e donne in ruoli non apicali , in relazione alla complessiva popolazione lavorativa delle banche analizzate, il differenziale di genere è ancora più elevato visto che in media solo lo 13% dei ruoli di management è ricoperto da donne.
Con particolare riferimento all’impiego e turnover , l’analisi della dinamica del personale mostra come l’assunzione di nuova forza lavoro sia stata ampiamente equilibrata tra i due generi e addirittura in alcuni casi abbia assicurato una maggiore presenza femminile rispetto a quella maschile. Nel 2018,
rispetto ai complessivi posti di lavoro generati, circa il 44% - media degli otto istituti bancari - ha riguardato le donne, in linea con il tasso di occupazione maschile. Infine, in controtendenza rispetto al dato precedente, i processi di crescita professionale e di avanzamento di carriera hanno
interessato in maniera diversa la forza lavoro complessiva, con un maggior numero della componente maschile interessata da promozioni , rispetto a quella femminile.